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Insonnia e ansia: perché la mente non si spegne la sera

15 maggio 20266 min di letturaDott.ssa Gaia Bresciani

Capita spesso che la giornata finisca, il corpo sia stanco, ma la mente continui a correre. Ci si sdraia e iniziano pensieri, preoccupazioni, dialoghi interiori, controlli sull'orario e sulla paura di non dormire abbastanza. Quando succede con frequenza, insonnia e ansia tendono ad alimentarsi a vicenda.

L'ansia non compare solo nei momenti di agitazione evidente. Può restare attiva anche in modo più silenzioso, sotto forma di tensione fisica, ipervigilanza, battito accelerato, respiro corto o pensieri ripetitivi. La sera, quando gli stimoli esterni diminuiscono, tutto questo può diventare più percepibile e trasformare il momento del sonno in un momento di allerta.

I segnali più comuni sono: difficoltà ad addormentarsi, risvegli durante la notte con la mente subito attiva, sonno leggero e non ristoratore, paura di andare a letto perché "tanto non dormirò", stanchezza al mattino e maggiore irritabilità durante il giorno. A volte si crea un circolo preciso: più si teme di non dormire, più aumenta la tensione, e più il sonno si allontana.

Non sempre il problema nasce da una sola causa. Periodi di stress, cambiamenti importanti, preoccupazioni lavorative, crisi relazionali o una fase di ansia più generale possono riflettersi sul sonno. In altri casi l'insonnia diventa essa stessa il problema principale, perché la persona comincia a organizzare la giornata in funzione della notte successiva.

Alcuni passi utili possono essere ridurre la stimolazione mentale nelle ore serali, evitare di usare il letto come luogo di lavoro o di allarme, osservare se ci sono abitudini che mantengono l'attivazione e non cercare di "forzarsi" a dormire. Ma quando il sonno è compromesso da settimane e l'ansia prende sempre più spazio, non conviene aspettare che passi da solo.

Un percorso psicologico può aiutare a capire cosa mantiene l'insonnia, distinguere tra stress temporaneo e ansia più strutturata, e costruire strategie concrete per regolare l'attivazione emotiva. Dormire meglio non significa solo riposare: significa recuperare lucidità, energia e una sensazione più stabile di sicurezza interna.

Se ti riconosci in quello che hai letto, puoi approfondire terapia individuale e di coppia, valutare se può esserti utile un lavoro EMDR oppure vedere come raggiungere lo studio dalla zona di Sarnico e del basso Lago d'Iseo.

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